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Le relazioni di coppia e chakra del cuore

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In questo articolo esamino la connessione tra il chakra del cuore e la relazione più importante della tua vita: quella con te stessa. 

Quando il chakra del tuo cuore è armonia lo sono anche le tue relazioni.
Se impari a guardarti con attenzione dentro, ti accorgerai ben presto che la realtà intorno a te inizierà a cambiare a tuo favore.

Quello che trovi qui:

Chakra del cuore: la sua collocazione e la sua funzione

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Il chakra del cuore o Anahata come viene chiamato in sanscrito è collocato al centro del petto, in corrispondenza del plesso cardiaco.

Il nome sanscrito, Anahata, significa “non colpito”.

Il colore con cui questo chakra viene rappresentato è il verde.

Le caratteristiche essenziali di questo chakra sono equilibrio, amore e relazione.

L’equilibrio è una caratteristica essenziale del chakra del cuore, in quanto questo chakra funge da ponte di collegamento tra i chakra superiori con i chakra inferiori, unendo così lo spirito e la materia.

Un IV chakra in armonia comporta sia l’equilibrio interiore tra i vari aspetti del nostro essere quanto un equilibrio esteriore, cioè quello tra noi e il mondo circostante.

 

Cosa succede quando il chakra del cuore si altera

Il chakra del cuore in disarmonia si traduce in problemi relazionali, difficoltà ad entrare in intimità con l’altro.

Questo è causato dalla mancanza di amore verso noi stessi. Non proviamo amore verso il nostro essere perché non lo conosciamo, non abbiamo la vera e autentica consapevolezza.

Nel momento in cui acquisiamo consapevolezza di noi stessi, non possiamo fare a meno di amarci.

Fino ad allora le nostre relazioni, amorose e non, sono semplicemente la ricerca di una completezza che già possediamo, ma di cui siamo all’oscuro. 

Un chakra del cuore alterato si tradurrà in comportamenti antisociali, in isolamenti, in un eccesso di critica verso se stessi e verso gli altri, intolleranza verso se stessi e verso il prossimo.

Si può arrivare a vivere nella depressione, ad avere paura di relazioni e dell’intimità, intesa sia in senso fisico che dell’anima.

Il chakra del cuore alterato potrà innescare meccanismi di attaccamento e di dipendenza dall’altro, incapacità di sentirsi liberi e autonomi nella vita, produrrà un’eccesso di gelosia e atteggiamenti possessivi.

Il IV disarmonico avrà poi come effetto quello di volersi sostituire agli altri, di sapere cosa è meglio per loro, o di volersi sacrificare a tutti i costi, trascurando completamente se stessi o addirittura danneggiandosi, al fine di accontentare chi abbiamo di fronte, spesso solo per paura di perderlo o nel vano tentativo di essere amati da un altra persona con quell’amore che non siamo in grado di dare a noi stessi. 

A livello fisico, il chakra del cuore alterato comporta disturbi cardiaci e polmonari, come mancanza di respriro, asma, problemi circolatori.

Inoltre può causare carenze del sistema immunitario e a livello muscolo-scheletrico, problemi alle braccia, tensione tra le scapole e dolori al petto. 

Ma noi non ci occupiamo di salute, bensì di benessere quindi, vediamo insieme come puoi migliorare la tua vita creando armonia nel chakra del tuo cuore.

Cosa c’è di più forte
Del cuore umano
Che si schianta di continuo
E ancora vive.
 
Rupi Kaur

Cosa promuove il benessere del chakra del cuore

Entrare in contatto con la parte più profonda di se stessi, attraverso un viaggio di auto-scoperta è in realtà l’unica cosa che ti si chiede. Non devi fare altre azioni, se non quella di ascoltarti e sviluppare la capacità di sentire profondamente il tuo Essere.

Questo è spesso un viaggio scomodo da compiere, fatto di repentine salite e discese, ma è un viaggio necessario perché ci dà la possibilità di conoscerci a fondo, conoscere i nostri dolori, le nostre paure, ma anche i nostri talenti e le nostre possibilità.

Se non facciamo luce nel buio, potremmo privarci per sempre della possibilità di scoprire le passioni e le vocazioni che potrebbero migliorare la nostra vita.

Il viaggio di autoscoperta è un viaggio che richiede pazienza e perseveranza. Bisogna essere clementi con se stessi, non eccedere nella critica e nel giudizio, avere la pazienza di Giacobbe.

E’ una scala che si sale gradino per gradino. 

Questo lo si può fare attraverso diversi strumenti.

Si possono fare esercizi di respirazione, meditare, si può tenere un diario di auto-analisi in cui si tiene conto delle convinzioni che si hanno sulle relazioni, in cui far emergere dolori e traumi, stando attenti a non passare l’intera vita ad identificarsi con quei dolori, ma lasciandoli andare al fine di uscire da uno schema vecchio che ingabbia la nostra esistenza. 

La relazione con se stessi va coltivata al pari di un’amicizia.

Dopo tutto è la relazione che dovremmo intrattenere per tutta la vita. 

Questo ci consentirà di aprirci agli altri, di non essere schiavi di vecchi programmi inconsci, ma ci aiuterà a fare un passo avanti verso le nostre paure e i nostri dolori per superare questo ostacolo e vivere una vita emotiva e relazionale diversa da quella vissuta fino a che ignoravamo completamente noi stessi.

Il processo di autoscoperta comporterà necessariamente e inevitabilmente un crescente amore verso se stessi, un sentimento di compassione che si sostituirà all’inclemenza e all’intolleranza che provavamo sino a quel momento e ci farà dire che anche noi siamo degni di ricevere amore. 

Lo scopo del IV chakra è tutto qua, estremamente semplice, ma allo stesso tempo per niente facile da mettere in pratica: amare e lasciarsi amare.

Un esercizio per amarti

Ti lascio con un esercizio che spero possa aiutarti a riscoprirti in tutto il tuo splendore. 

Tutte le sere prima di andare a dormire mettiti seduta davanti a uno specchio.

Rilassa il corpo, lascia le braccia abbandonate nel grembo.

E osserva le espressioni del tuo viso. Osserva le tue labbra, i tuoi occhi, il tuo naso. Osserva la tua testa, i tuoi capelli. Guarda bene il tuo petto, il tuo addome, le tue gambe.

Una volta che avrai posato lo sguardo sulle singole parti, osservati nell’insieme.

Ascolta con attenzione i tuoi pensieri.

Prova a percepire se ti appaiono parole, frasi, immagini. Sono parole di giudizio? Osservale come se tu fossi una spettatrice esterna rispetto a quelle parole e non colei che le pronuncia.

In effetti, tu sei esterna rispetto a quelle parole. Quelle parole di giudizio e di offesa non provengono da te. Provengono da un subconscio che negli anni è stato programmato a pensare solo il peggio di te stesso. 

Ora osserva tre cose del tuo fisico che ti piacciono. Guarda il tuo corpo e individua tre parti di te che non cambieresti con nessuno.

Ti piacciono i tuoi capelli?

Il tuo sguardo? Il colore dei tuoi occhi? La forma delle tue labbra?

Le sporgenze del tuoi fianchi? Lo spazio che si crea tra la tua spalla e la tua clavicola? Ogni cosa vale. Osservati attentamente. 

E ripeti mentalmente ciò che ti piace del tuo corpo. 

Ora chiudi gli occhi e individua tre cose del tuo carattere che ti piacciono e che consideri delle qualità.

Sei una persona generosa? Sei d’aiuto agli altri? Sei un’avventuriera? Sei una persona meticolosa e organizzata? Sai essere paziente? Hai buone doti comunicative? Sei un punto di riferimento per gli altri? 

Quando le hai individuate, ringrazia per avere queste qualità. Ripeti mentalmente: Mi ringrazio per essere sempre generosa. Mi ringrazio per essere disponibile per gli altri. Mi ringrazio per essere in grado di aiutare gli altri. Mi ringrazio per essere una persona organizzata. 

Fai questo esercizio per una settimana. E accorgiti di come cambiano le cose nella tua vita, nel tuo corpo, nella tua relazione con te stesso e con gli altri. 

"Amare se stessi significa iniziare una storia d’amore che dura tutta la vita. "
Oscar Wilde
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