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Come avere relazioni sane

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 Avere relazioni sane è fondamentale per vivere bene. Se viviamo nei rapporti di dipendenza, se affidiamo a qualcun altro il compito di renderci felici stiamo vivendo a metà. Come fare quindi ad avere una relazione sana? 

Cerchiamo la risposta insieme. 

Quello che trovi qui:

Cos’è la relazione?

Quando possiamo dire di essere in relazione con qualcuno? Ve lo siete mai chiesto? 

Normalmente non ci poniamo questo quesito. Semplicemente siamo nel rapporto e non ci interroghiamo. Ma cosa definisce una relazione?

Il dormire insieme? Raccontarsi i propri sogni a vicenda? Festeggiare le ricorrenze?

Cos’è la relazione? Dentro, profondamente, come definiamo la cosa? È il sesso che fa da spartiacque? È il dialogo? La comunicazione? La condivisione? L’esserci per l’altro? Cosa fa  sì che un incontro diventi una relazione?

Non è una domanda nuova questa. Se la sono posta innumerevoli autori e filosofi illustri. La maggior parte della letteratura mondiale ruota intorno all’argomento amore, quindi suppongo che debba essere un tema importante. Suppongo, eh. 

Uno degli autori che preferisco e che vi consiglio caldamente è Jiddu Krishnamurti. In diverse opere ha trattato il tema delle relazioni e dei rapporti di coppia, spesso dicendo verità che ho faticato ad accettare, ma che una volta comprese hanno davvero dato la svolta alla mia vita (anche di coppia).

Noi non abbiamo delle vere relazioni. Noi non siamo quasi mai in relazione con l’altro. Noi siamo in relazione con il nostro passato.

Pensateci, noi ci relazioniamo con il nostro partner con tutto il nostro bagaglio di esperienze e di memorie e lui fa altrettanto con noi. 

Noi non vediamo l’altro per come è. Noi vediamo l’altro per come siamo stati noi. Lo vediamo attraverso la lente delle nostre ferite, della nostra fiducia tradita, del nostro orgoglio. 

Si ha una vera relazione, secondo Krishnamurti, solo nel momento in cui spariscono le memorie e le immagini del passato. 

Cosa significa questo? Significa che per essere in rapporto veramente con l’altra persona dobbiamo sforzarci di vivere nel qui ed ora in ogni singolo istante della nostra vita, solo così possiamo trasformare le nostre ferite, il nostro orgoglio, i nostri traumi, le nostre disillusioni in Verità. Finché proiettiamo sull’altro cose del passato non stiamo veramente vivendo la relazione e non stiamo vivendo nemmeno la nostra vita. 

Il nostro corpo e la nostra mente registrano costantemente delle memorie. Se ci hanno fatto del male ce ne ricordiamo, a volte, persino a vita. Ecco che allora liberarsi dei macigni del passato è l’unico modo per vivere veramente la relazione ed essere presenti a se stessi per come si è nel qui ed ora, senza trascinare nel presente un passato che non c’è più e che continua a farci male solo nei nostri pensieri. 

Ma come fare a lasciar da parte il passato e trasformare il nostro pesante bagaglio interiore in benzina per una relazione sana? 

Perché a parole è tutto molto bello e ci viene spontaneo accettarlo, ma come si traduce questo nella realtà, nei fatti concreti?

Continua a seguirmi in questa scoperta e ci arriviamo insieme.

 

La relazione come palestra psicologica

Sarebbe facile isolarsi dal mondo, fare un ritiro spirituale perenne da qualche parte in un posto bello e non incontrare nessuno, ma non ci sarebbe crescita. Si pensa che gli asceti siano degli eroi, perché riescono a vivere in (quasi) perenne ritiro. Ma non c’è nulla di eroico in questo. 

È molto facile una vita in cui nessuno tocca i tuoi nervi scoperti, in cui non sei mai messo alla prova. Certo, mediti tutto il giorno e lungi da me dire che sia una cosa facile, ma dopo un po’ che hai meditato ti manca la vera esperienza di vita sulla quale meditare. La vera prova spirituale è in fila alla posta. Ma come?!

Sì, proprio così. Se riesci a non perdere la pazienza in fila alla posta o nel traffico tutti i giorni mentre corri al lavoro, se rimani presente a te stessa nelle occasioni più banalmente dure, allora hai superato una grande prova e nemmeno te ne sei accorta. 

Facci caso la prossima volta che ti innervosisci, che perdi pazienza, che imprechi, che suoni il clacson. 

E se la fila alla posta ha tutto questo potenziale spirituale, immagina ora quanto sia potente la palestra psicologica di una relazione di coppia, una convivenza, un matrimonio. 

Purtroppo, siamo stati educati da libri e film melensi che raramente hanno rappresentato la vita reale. Pensiamo che una relazione di coppia sia sempre armoniosa e perfetta, che ci si va sempre d’accordo e che tutto funziona alla meraviglia. Se ci pensi una coppia non è fatta per “funzionare” ma per essere vera. 

Ed essere una vera coppia, a volte, significa anche odiarsi a vicenda, vedere i difetti dell’altro, cercare di cambiare il proprio partner per rendersi conto di quanto inutile e disfunzionale sia voler controllare la vita del tuo compagno. Vivere in una relazione significa andare incontro alle proprie paure, esporsi, mettere da parte l’orgoglio, imparare a non mettere in secondo piano se stessi, imparare a contare su qualcuno senza appoggiarsi completamente perché se quello si sposta tu cadi e ti spacchi a metà. 

È questa la vera palestra di vita. Non un ritiro di meditazione in cui ti chiudi in te stessa e parli di energia e accarezzi i cristalli. E io posso dirlo perché di ritiri ne ho fatti, mi sono chiusa in me stessa e sì, ho ancora qualche cristallo a casa, ma non servono a niente- questo lo posso dire con cognizione di causa. Non servono a niente se tu non vai nel profondo di te stessa con onestà e questo lo puoi fare senza comprare pantaloni in cotone organico da 147 euro e senza riempire la stanza di incenso. Quello è solo folklore e se non prendi un impegno di guardarti dentro stai solo sprecando il tuo tempo. 

Alla fine solo tre cose contano: quanto hai amato, come gentilmente hai vissuto e con quanta grazia hai lasciato andare cose non destinate a te.

detto buddhista

Esistono relazioni sane?

La domanda sorge spontanea. Se siamo così pieni di convinzioni, di orgoglio e di ego, se abbiamo ognuno i propri traumi, le proprie difficoltà, le storie vissute, una relazione che non sia tossica è davvero possibile o è un’utopia?

La risposta: non lo so.

A guardare da un punto di vista della perfezione- e per perfezione intendo assenza di ego e controllo dell’Essenza sulla nostra personalità e sul nostro Ego- sembrerebbe impossibile.

Ma la verità è che non siamo fatti per essere perfetti, per essere statici. Il nostro compito è evolvere. Il nostro compito è portare a casa la lezione e avere una coscienza libera da immondizia. Questa è l’unica cosa che conta davvero, che siamo in coppia o che siamo single. Raggiungere la nostra anima che nel corso degli anni, trauma dopo trauma, abbiamo ricoperto di paure, di convinzioni e di idee fasulle su chi siamo, su cos’è la vita, su cosa siano le relazioni, su cosa sia l’amore. 

Come avere una relazione sana

Prendersi la responsabilità della propria vita

Per uscire da rapporti malsani bisogna prima di tutto guardarsi allo specchio e chiedersi cosa abbiamo da imparare. Le relazioni sono un groviglio di sentimenti, di emozioni e di traumi passati. Ognuno di noi si porta addosso il bagaglio dell’esistenza. Se smettiamo di vederci come vittime/carnefici e iniziamo a osservare la vita da un’altra angolazione, cioè che in questo gioco chiamato vita siamo tutti complici e ci incontriamo per realizzare il vero proposito della nostra anima, allora ogni cosa che viviamo assume un altro significato. Smettiamo di soccombere alle circostanze e iniziamo a scegliere in quali rapporti stare, perché prendiamo in mano le redini della nostra vita amorosa. 

Per uscire dal conflitto bisogna guardarsi dentro e non fuori. Non cercare nell’altro risposte che non può darti e non chiedere agli altri di renderti felice, quello è compito esclusivamente tuo. 

Ok, queste sono delle parole e spero ti arrivino dritte dritte nel cuore, ma come si fa concretamente? La risposta è una sola, quasi banale: si dedica del tempo a se stesse. 

Se salti da una relazione all’altra, senza passare mai del tempo da sola- accorgitene.
Se non riesci a stare mai da sola e cerchi la compagnia del tuo partner perché ti dà sicurezza- accorgitene.
Se non hai un progetto tuo, una tua aspirazione personale e non hai mai pensato di investire del tempo a trovarla- accorgitene. 

Accorgersi di questo, fare un inventario di tutto ciò che ci trascina via da noi stesse è un ottimo modo per edificare un buon rapporto con noi stesse e di conseguenza anche con gli altri.
Osservati quando hai paura, quando sei agitata, quando senti un nodo allo stomaco, quando pensi di non farcela.
Fai caso alle reazioni del tuo corpo, ai messaggi che ti manda.
Scrivi un diario e traccia un filo di tutto ciò che accade.
Ricordati di non giudicarti per ciò che sei. 

Imparare a perdonare

Qui nessuno è infallibile. Imparare a perdonare chi ci ha ferito, chi ci ha tradito, imparare a perdonare il destino, la vita, e soprattutto noi stessi è una componente essenziale per una vita felice. Tenersi dentro rancori, rabbie, gelosie non fa che portarci verso altre relazioni malsane in cui possiamo imparare la lezione che non siamo stati in grado di cogliere prima. 

Come si fa a perdonare? 

È uno dei compiti più difficili da affrontare nella vita. Si può dire “Ti perdono” a parole, ma per perdonare davvero lo devi sentire dentro, ne devi sentire la necessità.
Non si può perdonare semplicemente sforzandosi di perdonare.
Tutt’altro, il perdono è un fluire, non richiede sforzi. (Ne parlerò comunque in un articolo a parte, vista l’importanza dell’argomento)

Comunicare le proprie esigenze prima che diventino macigni

La comunicazione in coppia è essenziale. C’è un celebre libro dal titolo “Le parole sono finestre (oppure muri)”. Fai in modo che le tue parole siano sempre delle finestre. E quando le tue parole diventano muri, impara a fare un passo indietro e a chiedere scusa, con sincerità.

Avere rispetto del mondo interiore dell’altro

Il tuo compagno non ti appartiene. Se vuoi avere una relazione sana devi mettere in conto che l’altro abbia un mondo interiore fatto di pensieri a te inaccessibili, com’è giusto che sia. Non si può conoscere tutto della persona con cui si sta. Non conosciamo tutto nemmeno di noi stessi, non possiamo pretendere di conoscere tutto di un altro che ha diritto al suo spazio inaccessibile, ai suoi segreti, alla sua intimità interiore.
La coppia non viene danneggiata se ognuno si tiene i propri spazi, tutt’altro.
La coppia è minacciata dalla presunzione di voler accedere a tutto ciò che riguarda l’altra persona.

Sostituire il "per sempre" con "qui ed ora"

Viviamo in una società che ci ha insegnato ad inseguire il sogno del per sempre. Ma l’unico momento eterno che possediamo è il qui ed ora.
Allora non edifichiamo le nostre speranze su un per sempre, non forziamo la mano al destino, alla vita, lasciamo fluire le cose nel modo in cui devono fluire. Alla fine, vedrai, le cose si mettono sempre al loro posto, siamo noi che ci attacchiamo a ogni cosa, persona, circostanza, piacere come se ci appartenesse.

Tutto è effimero, tutto muta nel tempo. Se un rapporto è destinato a durare per sempre, bene.

Se un rapporto è destinato ad avere una durata limitata nel tempo, bene ugualmente.

Non significa che sia meno perfetto, meno profondo, meno serio, meno intenso. Semplicemente ha esaurito la sua lezione.

Certe lezioni durano una vita, e certe altre una manciata di mesi.
Non possiamo avere il controllo su tutto.
Anzi, non possiamo avere il controllo su niente, tranne che su noi stessi e prima lo impariamo, prima smettiamo di soffrirne. 

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